Cooperative Learning – Il bello di vivere a scuola -

L’apprendimento cooperativo punta alla valorizzazione del gruppo come esperienza educativa. Si tratta di un insieme di tecniche da impiegare nel lavoro in classe in base alle quali si privilegia il lavoro in gruppo; si dà così agli alunni l’opportunità di imparare a lavorare insieme per il raggiungimento di obiettivi condivisi, sostenendo l’apprendimento proprio e quello dei compagni. La valutazione non è solo di tipo individuale, ma tiene conto dei risultati conseguiti dal gruppo.
Questa metodologia, laddove ben applicata, si è rivelata valida sia per quanto riguarda i risultati scolastici che per ciò che concerne lo sviluppo interpersonale.

Ecco la testimonianza di una nostra docente, la dott.ssa Stefania Merzi, che conferma e avvalora a tali concetti

Cooperative learning: Il bello di vivere a scuola

“La nostra meta per il 2015/2016 è “Il bello di crescere…il buono di educare”, dal titolo si evince l’impegno di alunne e docenti per il raggiungimento di un obiettivo comune: il benessere a scuola.

Avendo avuto la possibilità di essere formate, come docenti, alla tecnica del Cooperarive Learning, si é pensato di sostenere nelle nostre alunne la conoscenza, o meglio la consapevolezza, delle abilità sociali necessarie per vivere bene a scuola, attraverso questa metodologia.

La nostra scuola è composta da cinque classi di primaria e tre di secondaria, tutte le classi sono coinvolte. L’obiettivo sarà, attraverso l’osservazione degli ambienti della scuola, andare a cogliere criticità e potenzialità degli stessi e dei comportamenti da tenere per sostenere il benessere a scuola, utilizzando le tecniche proprie del cooperative learning (t-Chart, role-playing, feedback, gettoni parlanti, interdipendenza di ruolo, di risultato, ecc…), L’obiettivo proprio del cooperative “Vince uno, vincono tutti” sarà raggiunto attraverso la verifica (anche questa una fase importante di questa modalità di insegnamento-apprendimento delle abilità sociali): tutte le classi saranno coinvolte nelle tre fasi del progetto, quindi saranno anche osservatrici dei risulta raggiunti e osservate nei risultati del loro agire che si possono ripercuotere sugli ambienti. Le fasi del progetto prevederanno: l’osservazione degli spazi, la condivisione delle osservazione e delle conseguenti riflessioni che hanno portato non tanto a “regole” ma a spunti di pensiero sulle azioni più utili e la verifica finale.”